Dedicarsi oggi alla terra, fondare addirittura da zero una nuova cantina. Ci vuole tanto, troppo coraggio. Eppure, i giovani che scelgono di legare la propria vita al vino continuano a crescere. Non tanto in quantità, ma in qualità.
Sono piccoli grandi eroi contemporanei, che vedono nella natura e nell’ambiente non solo un’opportunità, ma un vero e proprio stile di vita. Un filtro attraverso cui leggere il presente e immaginare il futuro. Ed eccoli, i nostri 40 Under 40: la maggior parte ha meno di trent’anni, le donne sono più della metà. Un piccolo esercito armato di competenza, passione e anche di quella necessaria audacia senza la quale non si può essere davvero giovani.
Perché oggi, in un momento così delicato, la scelta è tutt’altro che scontata. Il vino attraversa una fase complessa, i consumi calano e il settore viene messo in discussione nelle sue fondamenta. Intraprendere questa strada significa accettare l’incertezza: non esistono garanzie, se non quelle legate a fattori imprevedibili come il clima, e soprattutto alla propria capacità, al talento, alla visione.
Ma è proprio così che si costruisce il domani: con i piedi ben ancorati alla vigna e lo sguardo libero, aperto, capace di andare oltre. Con idee nuove e un approccio che supera i confini tradizionali. Un vino sempre meno intrappolato nel vetro di bottiglie e calici, e sempre più aperto al dialogo con altre discipline, l’arte, lo spettacolo, con l’etica e l’estetica. In una parola, con il mondo. Un vino, quello italiano, che coltiva la tradizione senza temere le novità, che guarda con fiducia ai nuovi mercati asiatici e africani, che sempre di più si fa racconto. Che parte dalle persone, ma che non teme il marketing. Che non si fa intimidire dai nuovi trend di no e low alcol, che si mette in gioco nella mixology. Che sa bene che bere meno e meglio non è perdita di identità, ma al contrario è valore. È questa la direzione che i nostri giovani stanno tracciando: uno sguardo lungo, intraprendente, proiettato verso l’orizzonte, a braccetto con la cultura, per ridisegnare il futuro del vino. Senza paura.

1989, Centovignali – Sammichele di Bari (BA)
Cresciuta in un contesto agricolo, sviluppa una sensibilità autentica per il valore della terra. Oggi guida marketing e comunicazione della cantina di famiglia, coniugando tradizione e linguaggi contemporanei.



